Jesi


 

Abitanti: 39.935 (2001) Altezza s.l.m.: 97 mt. Superficie: 107,2 Km2 C.A.P.: 60035 Frazioni: Castelrosino, Mazzangrugno Gemellata con le città di : Waiblingen (Germania) & Mayenne (Francia). Eventi: festa di San Floriano: rievocazione storica dell'antico palio con quintana a cavallo, corteo e stands gastronomici (prima settimana di maggio); festa di San Settimio: celebrazioni religiose, tradizionale tombola in piazza della repubblica e fiere (dal 22 al 25 settembre); teatro G.B. Pergolesi: stagione lirica,sinfonica e di prosa.


CENNI STORICI
Jesi, la piccola Milano, è situata nella basse valle dell'Esino. Ha origini molto antiche (recenti scoperte fanno risalire la sua origine ancora prima di Roma e forse, come zona abitata, al periodo paleozoico). La leggenda narra che fu fondata dal re Esio (da qui il nome) mentre la storia ci dice che fu colonia romana dal 247 a.C. (l'antica Æsis); divenne libero comune nell' XI secolo e fu poi contesa per secoli tra le famiglie Malatesta, Sforza e Braccio da Montone. Fu patria di Federico II di Svevia (1194) e di Giovan Battista Pergolesi (1710). Fu la prima città italiana ad istituire una tipografia e la prima centrale telefonica automatica.

DA VEDERE

Il duomo dedicato a San Settimio, fu costruito tra il duecento e il quattrocento; la facciata e l'interno a croce latina sono state rifatte. All'interno, conserva ancora, come acquasantieri, 2 leoni stilofori (sec XIII), che originariamente erano posti davanti al portale maggiore dell'antica cattedrale romanico-gotica, e le opere di F. Bellini, G. Lapis e C. Unterperger. Il palazzo Balleani che è un esempio di barocco locale, arricchito da una balconata. La chiesa di San Floriano un convento settecentesco, recentemente restaurato, che presenta una cupola singolare (affrescata dal pittore jesino Luigi Mancini nel 1851) alla quale si affianca la grande chiesa ampiamente decorata all'interno.
Il palazzo Ripanti (sec XVIII) capolavoro dell'architetto arceviese Andrea Vici, con lo scalone monumentale arricchito dalle statue di Gioacchino Varlè. La chiesa di San Bernardo Abate, già convento delle clarisse, in seguito abitazione della famiglia Pianetti che, avendo già un jus-patronato di un altare dal 1618, all'inizio del Settecento istituisce nella chiesetta una cappellania, rinnovandone l'apparato decorativo e pittorico con risultati formali che ne fanno uno dei più importanti esempi di arte barocca della città. La famiglia convertì inoltre il refettorio in una biblioteca e la aprì ai concittadini per la consultazione: fu la prima biblioteca pubblica di Jesi. Oggi, dopo un restauro, ospita il museo permanente delle arti e della stampa (SAS). La chiesa di San Marco sorge poco fuori dal centro storico. Gotica e duecentesca, con portali in marmo bianco e rosso, ha un interno a tre navate dove è conservato un affresco del trecento di scuola riminese.
Il palazzo della signoria fu costruito nel tardo '400 su progetto di Francesco di Giorgio Martini ed è un'opera unica per l'Italia centro sud; la torre, il portale e il cortile porticato, sono fra gli elementi più interessanti da vedere. All'interno è ospitata la biblioteca comunale. Il palazzo dei Verroni di cui è rimasto il portale a forma di arco trionfale. Il palazzo Ricci è una costruzione del Cinquecento con facciata a bugnato (detto anche palazzo diamantato è anch' esso una rarità per il centro sud). Il teatro Pergolesi, sito in piazza della Repubblica, fu inaugurato nel 1798 con due opere del Cimarosa. Jesi è l'unica città d'Italia che, pur non essendo capoluogo di provincia, possiede un teatro di tradizione. La chiesa di San Giovanni Battista o di San Filippo (XIII sec.) restaurata dai Filippini nel 1600; con decorazioni a stucco, una tela del Peruzzini (1688) e l'icona del Sangue Giusto di scuola riminese (1333).
La pinacoteca, di grande rilievo, conserva la più grande collezione di Lorenzo Lotto, tra cui:Visitazione (1530), Annunciazione, Madonna con bambino e Santi, San Francesco che riceve le stimmate (1526), San Gabriele, Annunciata (1526) e il suo capolavoro, Santa Lucia davanti a Pascasio del 1531. All'interno della pinacoteca si trova il museo civico che raccoglie, in particolare, alcuni resti dell'antica Æsisis. Vi sono custodite statue, frammenti di terrecotte architettoniche, epigrafi funerarie, terracotte robbiane, vasi da farmacia e ceramiche. Il palazzo Pianetti-Tesei fu costruito alla metà del Settecento ed è un capolavoro del rococò italiano. La lunghissima facciata è aperta da cento finestre, mentre sul lato posteriore vi è un bellissimo giardino all'italiana.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie, del Quattrocento ma con il campanile del XVII secolo, custodisce all'interno l'immagine della Madonna della Misericordia, affresco attribuito ad Antonio da Fabriano commissionatogli dagli jesini quale ringraziamento alla Vergine per avere liberato la città dalla peste. San Nicolò, chiesa del Duecento, ha abside romanica e portale gotico. La chiesa di Santa Maria del Piano, ex abbazia,fuori del centro storico, dove è conservato un prezioso sarcofago del IX sec., fu fondata in età alto medievale come dimostrato da alcuni reperti di sculture in essa custoditi. È una delle prime testimonianze pittoriche dell'intera valle dell'Esino (sec. XI)

 

Jesi
La Locanda del Golf via del vecchio zuccherificio, 1 - 60035 - Jesi (AN)